Attacco di panico: cos’è e perché sembra così spaventoso
Un attacco di panico è un episodio improvviso di intensa paura accompagnato da sintomi fisici molto forti. Può comparire all’improvviso oppure in situazioni specifiche.
Chi lo vive descrive spesso:
- tachicardia
- senso di soffocamento
- vertigini
- bocca secca
- tremore
- paura di svenire
- paura di perdere il controllo
- paura di impazzire o morire
L’esperienza è reale, intensa e spaventosa. Ma c’è un punto fondamentale che molte persone non conoscono: non sono i sintomi in sé a creare il panico.
Il problema è il significato che attribuiamo a quei sintomi.
Come funziona davvero un attacco di panico
Il funzionamento dell’attacco di panico è stato spiegato in modo molto chiaro dal modello cognitivo di David M. Clark.
Secondo questo modello, il panico si sviluppa attraverso un circolo che si autoalimenta.
Il meccanismo è questo:
- Compare una sensazione fisica (ad esempio battito accelerato o bocca secca).
- La persona interpreta quella sensazione come pericolosa (“Sto per perdere il controllo”, “Mi sta venendo un infarto”).
- L’ansia aumenta.
- L’aumento dell’ansia produce altri sintomi fisici.
- I nuovi sintomi vengono interpretati ancora più catastroficamente.
E il ciclo si intensifica.

Il punto chiave è questo:
Il corpo non sta andando fuori controllo. È il sistema di allarme che si è attivato in modo eccessivo.
Perché l’attacco di panico sembra così incontrollabile?
Durante un attacco di panico, il sistema nervoso entra in modalità “lotta o fuga”. Si tratta di una reazione automatica pensata per proteggerci: ogni volta che percepiamo un pericolo per la nostra sopravvivenza, questo sistema si attiva, preparando il corpo a reagire al meglio. Facciamo un esempio concreto: sei nel bosco e improvvisamente incontri un orso. In quel momento, il tuo sistema di “lotta o fuga” si attiverebbe automaticamente, probabilmente spingendoti a scappare. Il sangue verrebbe convogliato verso i muscoli, il cuore batterebbe più forte, i polmoni assorbirebbero più ossigeno: tutte risposte fisiologiche che ti aiuterebbero a metterti in salvo.
Il problema nasce quando questo sistema si attiva senza un reale pericolo nell’ambiente. Sintomi come tachicardia, respiro affannoso o senso di confusione appaiono allora ingiustificati, e la mente tende a interpretarli come segnali di un pericolo imminente. Così nasce l’attacco di panico: il corpo reagisce come se fossimo in pericolo, anche se non c’è minaccia reale.
Spesso a scatenare la paura non è il sintomo in sé, ma il modo in cui lo interpretiamo. Ad esempio:
“Se il cuore batte così forte, significa che sto per avere un infarto.”
“Se mi gira la testa, significa che sto per svenire.”
“Se mi sento confuso, significa che sto impazzendo.”
Queste interpretazioni amplificano la paura, la paura aumenta i sintomi fisici, e i sintomi confermano la paura. Si crea così un circolo vizioso che alimenta l’attacco di panico, rendendo tutto più intenso e spaventoso.
Il vero problema non è l’ansia
L’ansia, di per sé, non è pericolosa. È scomoda, intensa, ma non dannosa.
Il problema è la paura della paura.
Molte persone iniziano a temere:
- le sensazioni fisiche
- la possibilità di avere un altro attacco
- la perdita di controllo davanti agli altri
E così sviluppano comportamenti di controllo e di evitamento che mantengono il problema nel tempo.
Perché capire il meccanismo cambia tutto
Quando una persona comprende davvero il circolo del panico, succede qualcosa di importante.
Si passa da:
“C’è qualcosa che non va in me”
a:
“C’è un meccanismo che si è attivato e posso imparare a modificarlo”.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale lavora proprio su questo:
- identificare le interpretazioni catastrofiche
- modificare il significato attribuito ai sintomi
- ridurre i comportamenti di controllo
- esporsi gradualmente alle sensazioni temute
In questo modo il circolo si interrompe.
Gli attacchi di panico si possono superare?
Sì.
Non eliminando ogni sensazione di ansia, ma imparando a non interpretarla come una minaccia.
Quando cambia il significato, cambia la risposta del corpo.
E quando il ciclo non viene più alimentato, il panico perde forza
Il ruolo della Clinica dei Disturbi d’Ansia
Alla Clinica dei Disturbi d’Ansia ci occupiamo proprio di questo: aiutare le persone a comprendere e trasformare la propria ansia attraverso percorsi di psicoterapia cognitivo-comportamentale online, condotti da psicologi e psicoterapeuti specializzati.
Ogni percorso è personalizzato in base alla storia e ai bisogni della persona, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti e duraturi per gestire le emozioni e ritrovare serenità.
Se desideri, puoi compilare il questionario sull’ansia per ricevere gratuitamente una prima restituzione personalizzata.
Successivamente, possiamo organizzare un primo colloquio conoscitivo: la seduta sarà a pagamento solo se deciderai di continuare con un secondo incontro, così da poter valutare in tranquillità se il percorso fa al caso tuo.
Compila il questionario sull’ansia
Compila il questionario per ottenere una prima valutazione dei tuoi livelli di ansia. Al termine, uno dei nostri psicologi esperti analizzerà le tue risposte e ti invierà un riscontro via email.

